Mi misuro quindi sono

I Big Data applicati a noi stessi sono la frontiera ultima della dipendenza tecnologica: mi misuro quindi sono. Misuro quanto dormo, quante volte mi sveglio, lo faccio per una settimana, un mese, poi proietto sull’anno così posso capire i periodi in cui dormo meglio e posso rinunciare all’Ambien. Misuro quanto mangio, quando lo mangio, quante volte a settimana, quante volte al mese, controllo i tempi della digestione, capisco come sono collegati con il sonno, e così mi trovo la dieta perfetta. Se uno ossessionato con i numeri incontra la fitness – racconta l’articolo di copertina dell’ultimo Newsweek – tutto è possibile: se posso misurarmi, posso anche migliorarmi.
24 AGO 20
Immagine di Mi misuro quindi sono
I Big Data applicati a noi stessi sono la frontiera ultima della dipendenza tecnologica: mi misuro quindi sono. Misuro quanto dormo, quante volte mi sveglio, lo faccio per una settimana, un mese, poi proietto sull’anno così posso capire i periodi in cui dormo meglio e posso rinunciare all’Ambien. Misuro quanto mangio, quando lo mangio, quante volte a settimana, quante volte al mese, controllo i tempi della digestione, capisco come sono collegati con il sonno, e così mi trovo la dieta perfetta. Se uno ossessionato con i numeri incontra la fitness – racconta l’articolo di copertina dell’ultimo Newsweek – tutto è possibile: se posso misurarmi, posso anche migliorarmi. E siccome in questa meravigliosa èra della condivisione nulla si può tenere per sé, ecco che i trend della digestione perfetta diventano grafici da tuittare, da mettere su Facebook, da modificare a seconda di quel che ha fatto quell’amica che ha mischiato tutti i dati suoi e di suo marito e ha trovato la città perfetta in cui vivere. Brian Stelter ha raccontato sul New York Times la sua dieta su Twitter: non poteva farlo da solo, tuittare ogni volta che mangiava qualcosa non previsto dalla dieta lo faceva sentire più colpevole e quindi più responsabile. Ma la misurazione non riguarda soltanto la forma perfetta, riguarda anche la relazione perfetta, l’amore perfetto: Newsweek racconta la storia di Lisa Betts-LaCroix che, quando ha partorito il suo primo figlio, non ha avuto il marito di fianco perché lui, a ogni contrazione, andava a riempire un foglio di Excel, “non per ragioni mediche, ma per l’eternità”. I due hanno creato un programma per quantificare la loro relazione – e quindi quella di tutto il resto del mondo.
L’obiettivo non è soltanto sostituirsi al medico, al dietologo, a qualsiasi professionista. Se andate da un medico oggi e vi dice che potreste avere una cosa diversa dalla solita influenza, di solito aggiunge: “La prego, non vada a vedere su Internet che si spaventa”. Saremo tutti ipocondriaci se il flusso digestivo della notte scorsa non sarà in linea con il trend. Per non parlare di quel che poi faranno le mogli, mentre i mariti saranno lì a controllare se il rapporto cenecucinate/sesso è in linea con la primavera scorsa.